Cotechino IGP di Modena

Cotechino IGP di Modena: uno dei simboli della cucina italiana

Sono passati circa 500 anni da quando il Cotechino IGP di Modena fece la sua comparsa sulle tavole degli abitanti di Mirandola. La storia racconta che il famoso insaccato nasce durante l’assedio della città da parte delle truppe di papa Giulio II. Contadini e soldati, ormai ridotti alla fame, decisero di macellare i pochi maiali rimasti e inserire le carni nel budello dell’animale per aumentare il periodo di conservazione. Da un episodio legato a tristi vicende vede la luce uno dei prodotti gastronomici conosciuti in tutta Italia e più consumati durante le feste natalizie.

I severi requisiti per potersi chiamare cotechino IGP di Modena

Nel 2001 viene istituito il Consorzio Zampone Modena Cotechino Modena a seguito del riconoscimento europeo del marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta). Da allora la produzione deve rispettare un rigido disciplinare in modo da garantire al consumatore un prodotto realizzato con carni selezionate e dal sapore inconfondibile.

In tutto sono ventidue le aziende produttrici che fanno parte del consorzio, tra cui la Franceschini Gino & C che da oltre 50 anni è una realtà operante nel Comune di Spilamberto ed in grado di offrire al consumatore salami, prosciutti e insaccati di prima qualità. Le aziende sono sparse su un territorio che comprende molte provincie dell’Emilia Romagna e Lombardia tra cui Ravenna, Bologna, Forlì, Milano, Como, Bergamo e Brescia ma anche le due province venete di Verona e Rovigo.

Cotechino IGP di Modena

Per la preparazione del cotechino IGP di Modena si utilizzano solo parti nobili del maiale, ovvero la muscolatura striata di animali allevati con un’attenta e sana alimentazione. Dagli stessi suini viene ricavato anche il grasso e la cotenna da inserire nell’impasto, così come il budello che forma il naturale involucro esterno. Per completare la ricetta basta aggiungere le giuste dosi di sale, pepe, vino e una serie di aromi e spezie (chiodi di garofano, noce moscata e cannella) per conferire il caratteristico sapore.

 

Come gustare il cotechino IGP di Modena

Il cotechino IGP di Modena si trova in commercio come prodotto fresco oppure già cotto. Nel primo caso subisce un processo di asciugatura tramite stufe ad aria calda, mentre nel secondo viene precotto in acqua ad alta temperatura. L’insaccato è caratterizzato da un sapore speziato e una volta tagliato presenta delle fette compatte con una granulometria molto uniforme. Nonostante sia un piatto tipico della tradizione culinaria modenese, soprattutto durante le feste natalizie è, insieme allo zampone, un alimento presente sulla maggior parte delle tavole italiane. La classica ricetta prevede la sola cottura in acqua bollente per circa 2 ore, un taglio a fette di buon spessore e l’accompagnamento con lenticchie; tuttavia il cotechino si accosta perfettamente anche con polenta, purè di patate e fagioli bianchi. Se desideri valorizzare ancor di più i sapori robusti della carne di maiale, lo puoi abbinare con un vino rosso frizzante come un DOC Sangiovese di Romagna oppure un Lambrusco DOP.